Città burattina: le manovre dei capibastone a danno della città

I conti non tornano. C’è qualcosa che non va. E’ come se la città vivesse in una continua tensione in attesa che scoppi una bomba a due anni dal commissariamento per camorra. Da quel giorno si è parlato di un blitz imminente, di pulizia, di palazzo comunale trasparente. In realtà non è cambiato nulla.

Si freme sì. In tanti non vedono l’ora che i commissari prefettizi vadano via per rimettere le carte “a posto”. Una corsa contro il tempo per approvare atti, documenti e concessioni edilizie che da mesi sono ferme lì. E se lo sono un motivo c’è. Ma non importa. I commissari andranno via prima o poi e, quindi, da lì passeranno là senza colpo ferire.

Ora si attendono le elezioni. Il Pd aveva il suo candidato. Già durante la conferenza stampa di presentazione della competizione si intuiva che sarebbero state invalidate. Tra giornalisti si scherzava e già si pensava ad un candidato al di fuori di uno dei vincitori. Perché? E mai possibile che già si sapesse? No. Era semplicemente prevedibile. Non c’è mai stata la reale volontà di effettuare le primarie e dai piani alti si è lasciato che i “giovani” giocassero alla pre-campagna elettorale. Non considerando poi la storia, tutta da accertare, della compravendita di voti. La verità è che questa competizione non si sarebbe mai dovuta svolgere perché mentre in città si costruiva dall’alto si tesseva la tela di un’altra storia.

Poi c’è stato il rinvio a giudizio del vincitore quindi tutto è crollato (non entro nel merito della vicenda giudiziaria, non mi compete). Dall’alto dicono che non sapevano fosse indagato.

Due sono le ipotesi: o non è vero che non sapevate e state mentendo o è vero ed è ancora più grave perché è la dimostrazione che siete completamente scollegati e lontani dal territorio e quindi incapaci di gestire una città come Giugliano.

Si dice addirittura che dietro questa vicenda, oltre la mano di un illustre giuglianese arrivato molto in alto, ci sia la mano del governatore, spaventato dalle migliaia di persone accorse al voto delle primarie. Lo scarto sarebbe stato enorme nella partita decisiva, così qualcuno (importante esponente del pd) gli avrebbe dato una manina affinché tutto crollasse, facendo di fatto ridurre la distanza con il centrodestra.

Fantapolitica? Può darsi.

Nel centrodestra intanto si vive di attese. Nomi vanno e vengono ma si attendono le mosse del centrosinistra che, nettamente in vantaggio, adesso ha perso consensi e credibilità. Saprà giocare la sua partita? Saprà liberarsi dell’onta attaccatagli addosso a seguito del commissariamento per camorra? Si vedrà. Manca poco.

Il punto però è un altro: chi sarà in grado di governare una città dove da 30 anni e più regna l’anarchia? Chi sarà in grado di occuparsi di ambiente, di edilizia, di spazi verdi, di vivibilità, di viabilità, di luoghi comuni, di piazze, di ospedale, di economia?

Chi saprà rappresentare la faccia pulita di Giugliano e portarla all’attenzione nazionale? Chi sarà quella persona che non avrà scheletri nell’armadio e potrà camminare sempre a testa alta?

Per adesso non vedo proprio nessuno.

Annunci

Come dimenticare uno stronzo – La storia estiva

Alla fine dopo aver attraversato le fiamme dell’inferno con tutti i prototipi maschili, per dimenticarli tutti, tutti, tutti, decidi di regalarti un bel viaggio. Perché, in effetti, da sfigata quale sei, non te n’è andata bene nemmeno una.

Insomma meta esotica, lontano dal mondo lontano da tutto e da tutti. Niente internet, niente telefono. Nessun contatto. Esisti solo tu, solo e soltanto tu.

Sì, certo, come no.

Quando ti appare lui tutto cambia. Una stretta di mano, qualche sorriso. Ma tu no, no, no, nessuna storia. Esisto solo io, io e io.

Sì, certo, come no.

Il punto non sei nemmeno tu che magari sei pure convinta di quello che pensi, ma è lui. E’ lui che lentamente si avvicina a te. Con una frase, uno sguardo. È lui che ti cerca, che nei momenti più inaspettati cerca il contatto fisico.

Tu resisti.

Magari cerchi di non rivolgerli la parola, di fare la vaga, di interessarti ad altro, che so, i musei, le mostre, i monumenti, la gente del luogo. Non funziona.

E quando al tramonto, su una spiaggia deserta, si stende accanto a te e ti guarda intensamente e insieme poi spalla a spalla guardate il mare e il sole di fine giornata, è la fine.

E’ la fine.

E ci ricaschi.

Ma non avevi detto che volevi stare sola che non volevi incontrare nessuno che esistevi solo tu solo e soltanto tu e che chiunque si fosse avvicinato te ne saresti fuggita a gambe levate di corsa facendoti arrivare addirittura i piedi dietro la testa che mai e poi mai e poi mai e poi mai e ancora mai un’altra storia soprattutto una storia estiva giammai ma quando mai non sia mai e mai più ma sei pazza ma non è cosa ma non sarà mai possibile no no no e no!??!?!?

Sì, certo, come no.

E tutto ovviamente, come nei sogni, diventa un film. Ma di quei film dei film che ti sembra davvero di vivere un film. Accade tutto quello che accade nelle migliori pellicole strappa lacrime. Tuffi di notte, falò sulla spiaggia, camminate e corse sulla spiaggia alla Nino D’Angelo anni ’80, avventure di giorno. Insomma pensi di aver trovato l’amore perché è tutto così perfetto che non può essere un sogno.

Ci si riconosce in un attimo, pensi. E te la vivi come se non dovesse esserci un domani. Perché un domani ovviamente non ci sarà. No, no e no. Siamo qui. Solo qui.

Sì sarà così. Nessun domani. Tu ne sei convinta.

Hai tutto sotto controllo. Tuttotuttotuttotuttotutto.

Il punto è che lui comincia a fare discorsi strani. Dopo pochi giorni parla di “domani”, di vivere al di fuori di quella realtà ovattata e incomprensibile al mondo.

“Non è possibile” pensi. Ma lui insiste. Sembra ci creda davvero. Allora a quel punto qualcosa cambia, cominci a crederci anche tu, ci credi davvero. Troppe mani nelle mani, occhi negli occhi, abbracci negli abbracci, parole nelle parole e carezze nelle carezze per non crederci davvero. Non è un sogno, è vero.

Sì, come no. Verissimo.

E cosi non hai più Tuttotuttotuttotuttotutto sotto controllo.

Nella vita reale, quella senza tramonti e spiagge, cambia tutto. Il coraggio di vivere non c’è, le distanze fanno la loro parte. Perché ovvio, mica l’amore estivo è del paese tuo? È di quel paese lontano, lontano, lontano. Ti pare? Mica poteva essere? Ma tu ci provi a vivere un amore da week end.

Ma la paura è più forte per entrambi. E pure questa finisce.

Lui scompare senza darti nemmeno una spiegazione. Finisce tutto con il ricordo nel cuore di spiagge esotiche, notti incredibili, risate sincere, sorrisi e sguardi che non dimenticherai mai e poi mai. Tutto un brivido.

Poi vabbè …scopri che lui era fidanzato, o si doveva sposare, o che si era lasciato da poco e torna con l’ex. Ma questa è un’altra storia cara amica sfigatella.

Alla fine la verità è che pure lui è stronzo, solo che non lo volevi vedere.

Ma come ti è venuto in mente di credere in una storia estiva? Ma dai!!! Ma nemmeno più a 15 anni si crede a queste cose. Ma che ti eri messa in testa? Pensi: “Ma lui aveva detto che”….amica, mettitelo bene in testa: ALCUNI UOMINI DICONO COSE CHE NON PENSANO PER NIENTE. PARLANO PER PARLARE. Il giorno dopo si sono già scordati di tutto. Non te lo dimenticare mai. La cosa tragica è che tuttituttituttituttitutti ti diranno: “Ma sei scema? Ma era una storia estiva!!!”.

Già. Era bella però.

Alla fine per consolarti pensi che resterete per sempre insieme su quella spiaggia. Ma in fondo in fondo non ci credi nemmeno tu. Succede solo nei film, tipo che ne so…”Grease” in quella scena in cui Jhon Travolta pensa a loro due insieme al mare. Sveglia!! E’ un film. Non succede nella vita reale. Lui si è scordato già di tutto.

Insomma amica la verità è che non c’è modo di dimenticare uno stronzo. Ma poi forse va bene così così. Perché dimenticarlo? Forse è meglio che te lo ricordi benebenebenebenebene per non cadere nello stesso errore ogni volta.

Forse è meglio che non te lo scordi.

E se poi ricadi sempre nello stesso errore che vuoi fare, cara amica mia, si vede che sei proprio una sfigata maledetta.

O una che crede nell’amore.

Forse la seconda dai.


Come dimenticare uno stronzo: l’ex marito

Prima o poi capita che ti sposi, no? E porca miseria, sì. Qualcuno dice che è il desiderio di tutte le donne. Così non è. Ma insomma arriva il giorno del fatidico sì anche per te.

 

Quindi ti sposi, di quei matrimoni belli, belli, tutti ma proprio tutti felici per te dopo tante incommensurabili sfighe. Tutto si svolge come si deve. Mamma e papà sono contenti, la suocera è contenta, le cugine sposate sono contente, quelle non sposate insieme alle amiche ancora single magari ti stanno schifando a morte, ma fingono e ridono lo stesso. Quelle fidanzate guarderanno il loro uomo male tutto in santo matrimonio perché pensano: “E tu quando mi sposi? Stronzo”. Tu insomma sei bella, bella, bella e hai fatto felice proprio tutti a sposarti.

 

Ma poi divorzi per una lunga serie di motivi. Ma noi qui analizzeremo quello che generalmente è il più infame, il più crudele, il più doloroso, perché come sempre non ci facciamo mancare nulla. Tralasciamo l’amore che finisce. Purtroppo capita. Qui considereremo l’atto infamante per eccellenza: lui ti lascia per una più giovane.

 

La cosa più assurda è che il più delle volte accade nel modo più inaspettato. Perché lui per un po’ ti ha pure chiesto un figlio. Ci avete anche provato più volte. Lui sembra addirittura molto contento. Sembra. Tu ci credi pure che lui sia felice e ti impegni, porca miseria. Sei sicura di quell’amore. Poi all’improvviso, perché accade sempre tutto all’improvviso, di domenica, mentre siete a tavola lui ti guarda e ti dice: “Non ti amo più. Non ti ho mai amata”.

 

Sprofondi nel buio più totale. Cerchi di capire come sia successo, cosa stia accadendo e poi la fatidica domanda: “Ma stai con un’altra?”. “Nooooooo, io? Ma quando mai? Giuro che non sto con nessuna”. Certo.

 

Insomma lui non ti ama più. Vi separate, pensando di poter recuperare il rapporto. “Poi rinsavirà” pensi. Sì, sì, sta rinsavendo proprio mentre tu lo stai pensando. Intanto tu continui a cercare spiegazioni, lui invece comincia a negarsi. Chiedi agli amici se sta con un altra ma nessuno sa nulla. Insomma non è possibile. “Diceva di amarmi, che io sarei stata la madre dei suoi figli, e adesso? Per nulla va via? Non potevamo parlarne e ricostruire questo amore?”. No a quanto pare no.

 

Poi lui comincia a prepararsi il terreno. Inizia a parlare male di te a tutti gli amici. Tu sei quella sbagliata, tu sei quella isterica, tu volevi per forza un figlio che lui non voleva, pensi troppo al lavoro, non gli prepari da mangiare, sei sempre impegnata e lui poverino ti fa trovare il piatto in tavola, si curava di te, ti dava tutto, ma tu strega non lo capivi, anzi addirittura lo accusavi di stare con un altra. Lui? Santo uomo di questa terra, anima pia. Lui. Vuoi sapere perché fa così?

 

Perché da una vita stava già con un’altra e sta preparando tutto affinché gli amici e i parenti pensino male di te e dicano: “Poverino ha sofferto ecco perché sta con un’altra”.

 

E non finisce qui. Dopo aver negato a tutti, tutti, tutti che aveva un’altra donna scopri invece che dopo un mese è andato già a vivere con lei e che stavano insieme già da un anno. Lei è più giovane di lui di almeno 15 anni. Una botta senza precedenti.

 

Ma passa del tempo. Tu giustamente ti rifai una vita dopo mesi di depressione. E lui che fa? Torna, sì torna. Perché alla fine: “Lei era troppo giovane sai. Io ti amo ancora. Torniamo insieme ti prego”. Insomma nessuno gli lava più le mutande e lo stronzo ha bisogno di una donna-badante-mamma che lo accudisca.

 

E qui ti voglio cocco mio bello. “Ti sei divertito con la ragazzina eh? Era carina la giovanotta eh? Solo che lei essendo tanto giovane, voleva uscire tutte le sere, andare in discoteca, fare l’aperitivo, andare in viaggio, vedere gli amici, fare le acrobazie, eh? Mica le andava di andare al teatro, al cinema, a cena, alla mostra, in libreria. Quando sei stato alla sua festa di laurea, piena, piena di ventenni, che ti guardavano come se fossi il nonno, anche se hai solo 40 anni, volevi morire eh?  Caro lei è giovane e vuole fare la giovane. E tu, stronzo, con 15 anni in più, non hai retto vero? He he”.

 

La verità, in fondo in fondo, è che a te oramai non frega più nulla e provi tanta, tanta, tanta, tanta soddisfazione a vederlo soffrire come hai sofferto tu. Così gli sbatti la porta in faccia.Lo mandi via a calci e finalmente ti liberi di lui come Dio comanda.

 

Ma bisogna pur dimenticarlo perché alla fine è un grande stronzo anche lui.

 

Come fare?

 

 

Con l’amore estivo.


Come dimenticare uno stronzo – Il tormentato

Il tormentato è l’uomo dell’”essere o non essere”, “ti voglio, non ti voglio”, “ti seguo, non ti seguo”, “ti voglio bene, ma non lo so”. Insomma uno che si tormenta. Ma quell’aspetto da bello e tenebroso a noi piace, piace assai.

 

E insomma, come sempre, siamo lì ad aspettare che lui si decida. Ma niente, non lo fa. Così continuiamo ad andare avanti con la nostra vita. Frequentiamo altre persone, ma lui è sempre lì, con quell’aria tormentata che non sa cosa fare:

“essere o non essere”,

“ti voglio, non ti voglio”,

“ti seguo, non ti seguo”,

“ti voglio bene, ma non lo so”.

 

Ti osserva,  commenta su facebook i tuoi post, ti guarda, ma nulla, non fa nulla. Quando si accorge che stai vedendo qualcuno allora il suo volto si fa ancora più affranto. Soffre il giovane Leopardi dei nostri tempi, soffre assai ma nulla non si muove, non dice, non parla. Tu sei sempre lì, lo aspetti perché in fondo ti piace assai il bello e tenebroso. Te lo immagini mentre scrive uno dei suoi componimenti leopardiani o compone una nuova canzone.

 

Poi accade qualcosa. Tu non frequenti più nessuno. Lui per uno strano motivo lo sa. Viene a saperlo. Insomma

“essere o non essere”,

“ti voglio, non ti voglio”,

“ti seguo, non ti seguo”,

“ti voglio bene, ma non lo so”,

si decide.

 

Ti invita a prendere un caffè. Un caffè. Sì, dopo un anno di tormenti ti invita per un caffè. Poi la volta seguente per una birra.

Poi la volta dopo ancora per un giro in macchina.

Poi in moto.

Poi al mare.

Sempre un giro però. Uno solo eh.

 

Dovessi mai pensare che il tormentato possa spingersi oltre? No! Impossibile sennò che tormentato sarebbe scusa?

Insomma il tormentato è ancora più tormentato. Ma a noi piace, piace assai. Ma, all’improvviso, il gentiluomo si illumina. Non si sa come, perché, quando, come, ti invita a casa sua. Fossero finiti i suoi tormenti? Si sarà convinto?

Dopo 10 ore trascorse a parlare (10 ore, non una, 10, 10, 10) il tormentato si convince, si decide, prende il coraggio, prende forza, prende vigore e vai! Ti dà un bacio. Dieci ore a parte, dopo un anno di tormenti  insomma il giovane Leopardi dei nostri tempi, l’uomo dei tormenti, si decide. Ti convinci che deve averci pensato così bene, ma così bene, ma così bene che non puoi non essere tu la donna della sua vita. E’ mai possibile? E’ un anno che

“essere o non essere”,

“ti voglio, non ti voglio”,

“ti seguo, non ti seguo”,

“ti voglio bene, ma non lo so”,

manda avanti questa pseudo-storia.

Ma, cara mia, ci sono sempre i tormenti. I tormenti. E il tormentato che fa?

Si tormenta.

Così perde lo slancio, perde la forza, perde tutto. Ti lascia lì. Così. Dopo un anno di tira e molla scompare.

“Ma io ti voglio sempre bene, e possiamo sempre vederci. Come amici. Ci prendiamo un caffè”.

 

“Che???”

“No guarda, sono in crisi, non so cosa voglio dalla vita, da me, da tutto, è un momento difficile, sto incasinato, non ho tempo, devo lavorare”. Insomma dalla prima all’ultima il tormentato elenca tutte le cazzate di questo mondo per convincerti che è un buon uomo.

Ma a quel punto i tormenti suoi passano a te. Sarà tornato con l’ex, è gay, sta con un’altra, sta con un altro, non gli piaccio più, forse dovevamo aspettare ancora un po’? Un anno è un tempo troppo breve? Forse era meglio che prendevamo qualche altro caffè, birra o che parlavamo per 20 ore e non 10? Forse quella volta se avessi fatto quella cosa in quel modo, in quella circostanza, con quelle parole, con quelle pause e in modo più leopardiano lui avrebbe capito? Forse devo chiamarlo io? Forse non risponde perché è sotto la doccia? Con gli amici? Con la mamma?

No, amica, non è nulla di tutto questo.

È che lui è completamente stronzo. Uno stronzo tormentato e insoddisfatto.

Ecco qua.

Come dimenticarlo?

Con il tuo futuro ex marito.


Come dimenticare uno stronzo – Il cuore infranto

Hai superato il dispiacere dello stronzo intellettuale, l’abbandono al ristorante del chattaro e l’altro maledetto pseudo divorziato/impegnato, che avevamo detto, avresti dimenticato con il cuore infranto.

 

Ma chi è il cuore infranto? E’ colui che: è stato tradito dalla moglie dopo pochi mesi di matrimonio, è stato tradito dalla fidanzata, è stato lasciato per un altro o un’altra più bello/a di lui, è stato lasciato e basta. Il cuore ferito quindi è (in realtà pare, è solo apparenza mi raccomando. Oh…è apparenza eh!)  un cucciolo indifeso. Gli amici lo costringono ad uscire per tentare di trascinarlo via da una depressione galoppante. È sempre triste, non riesce a superare il dolore straziante delle corna.

A presentarti il questo cuore infranto insomma è qualche amico in comune. Uno che vuole farti fare la crocerossina della situazione affinché tu faccia in modo che si riprenda. Perché cara mia, he he, tu lo sai benissimo di essere una crocerossina. Non lo negare. I casi umani ti piacciono assai. Insomma qualche sprovveduto sciagurato vi presenta affinché “spazzi via le ragnatele dal suo cuore”. Affinché tu possa curare questo caso clinico.

Tu hai il cuore tenero, il baldo giovane è carino assai e ti imbarchi in questa missione impossibile. Il cuore infranto ovviamente ha paura di innamorarsi. Povera gioia indifesa.

Ma tu sei una femmina stoica (dopo quello che hai passato con gli altri stronzi) e nulla ti frena. Così cominci a curare le sue cicatrici “indelebili” sulle quali “qualcuno ha gettato del limone”. Un uomo straziato davvero. Poverino.

Piano piano però il suo sorriso ritorna e lui comincia a dirti: “Ma sto bene con te, sto guarendo, non ho più le ferite”. E ovviamente sei contenta. Pensi che lui si stia finalmente innamorando di nuovo. Forse di te.

Sì proprio di te.

Passano i giorni e il cuore infranto sembra rinato. Non è più depresso, non è più triste e tu diventi il centro del suo mondo la donna che è riuscito a farlo resuscitare.

“Solo tu mi capisci, solo tu mi sai ascoltare, solo tu, solo tu, solo tu”.

Sì, certo.

Tu pensi sia così. Credi. Ma c’è qualcosa che non va. Non va perché il cuore infranto in realtà cova dentro una sete di vendetta nei confronti delle donne mai visto prima. Aveva nascosto in tutto questo tempo un odio incredibile. Sta arrabbiato la povera gioia. Sta arrabbiato assai. E se l’era conservato per il momento giusto. All’improvviso tu, proprio tu, diventi l’incarnazione della sua ex.

Quella stronza maledetta che lo ha tradito spezzandogli il cuore. Così comincia a vendicarsi di te come se fossi l’altra. Comincia a trattarti male, a tradirti e a non risponderti al telefono. Fa a te tutto quello che avrebbe voluto fare a lei perché sì, lui è l’uomo ferito e alla fine: “voi femmine siete tutte uguali”.

In un batter d’occhio diventi zoccola pure tu. Così senza motivo.

“Ma come, non eri rinato, io ero l’unica che ti capiva, bla, bla, bla??”

“No sì na’ zoccola, come la mia ex”.

Ex con la quale ritornerà dopo qualche giorno con la coda tra le gambe, strisciando e pregandola di tornare insieme perché lei è l’unica che abbia mai amato davvero. Cioè non fa niente che l’ha tradito, che era una zoccola, e tutte le altre cose belle. La ama assai. Vuole stare con lei, che  diventa di nuovo la fidanzata, la moglie, la compagna.

“Nel mio cuore c’è lei. Devo prendere le distanze da te”.

Alla fine sei stata solo uno strumento con il quale inconsciamente si è vendicato della fidanzata alla quale, probabilmente, non dirà mai della tua esistenza. Sei solo un tradimento inconscio.

E quindi, in questo caso, sei tu che lo mandi a quel paese. Un poco di dignità, no?

Ma, il fato è grande, e così lo rincontrerai di nuovo depresso e triste, sempre con i suoi amici che tentano di presentargli qualche nuova crocerossina. Perché l’amore della sua vita lo ha tradito di nuovo. E lui, a sto punto cornuto di prima categoria, è lì, ancora intento a dimenticarla.

Ti guarda e ti dice: “Ah se fossi rimasto con te, non avrei sofferto, solo tu mi capivi, solo tu mi ascoltavi, solo….”.

“Ma vaffanculo va!!!”.

Che stronzo.

Come dimenticarlo?

Con il tormentato.


Come dimenticare uno stronzo – Lo pseudo divorziato/impegnato

Lo pseudo divorziato/impegnato. Lo incontri per caso in un locale, in un bar o un amica comune vi presenta. Ad ogni modo crede di avere dai 15 ai 20 anni nonostante ne abbia 40. La vita per lui è sempre briosa, bella, felice e tutto deve essere preso con leggerezza. Leggerezza.

Altre volte invece sembra infelice. Non ama più la moglie o l’ex moglie o la compagna o ex compagna e la frase tipica è: “Sto con lei solo per i figli”.

Il punto è che non riesci a capire qual è la verità perché prima ti dice “sono divorziato” , poi “separato”, poi “vivo nella casa accanto, nel palazzo di fronte, in albergo, dai miei, in un altro paese, nella stanza accanto, da un amico, da un’amica, dormo sul divano”.

Insomma è un mistero.

Alla fine si giunge al punto in cui ti dice: “Sto per divorziare. Vivo in un altro posto”.

E vabbè.

Gli crediamo.

Il tutto ha inizio con qualche messaggio stupido: “Che fai? Io mi annoio un po’”. Lo pseudo divorziato/impegnato, infatti, è uno che sonda il territorio cara mia. Ovvero vuole capire se sei una persona con la quale si può divertire oppure no. Deve capire soprattutto se sei capace di sgamarlo o meno. Questo è un fattore importantissimo. L’uomo con la pseudo-fede è furbo assai. Farà di tutto per farti cadere nella sua rete, di tutto per farti innamorare, avrà sempre un piede fuori e l’altro dentro, saprà tenerti sempre in bilico perché sì, ti vuole bene, ma cara mia:

“I figli sai”.

Insomma di messaggi e messaggi ce ne saranno tanti, per settimane e settimane. Lui ti racconterà addirittura della sua infelicità, che non sopporta la moglie che sì, ci pensa di divorziare, ma per adesso non è il caso: “Lei mi rovinerebbe. Mia mamma ci resta male. I bambini sai”.

Quindi, pensi, per adesso ha messo un stop al divorzio. Pare. Non è sicuro. Non si capisce.

E vabbè.

E allora tu che fai? Ti lasci coinvolgere dalla storia di quest’uomo costretto a vivere suo malgrado in una gabbia. Poverino, soffrirà molto. Moltissimo. Che tenerezza.

A quanto pare la moglie/ex moglie/compagna/ex compagna è una strega cattiva che non lo lascia vivere. Addirittura gli chiede di buttare la spazzatura, di accompagnare i figli a scuola, di comprare il latte.

Una stronza.

I bambini? Delle pesti assillanti e senza cuore. Addirittura lo costringono a passeggiare al parco. Incredibile. Povera anima. Che tenerezza.

E quindi sei oramai coinvolta, povera scema. Lui si confida con te ma in realtà sta sempre sondando il territorio. Poi, tra uno strazio e l’altro, il povero uomo infelice e pseudo-sposato, ti chiede di uscire. E tu ci pensi: “Ma si è appena lasciato, separato, divorziato (non si capisce), non è il caso”. Ma lui: “Tu mi piaci davvero”.

E vabbè.

La prima volta che uscite ti porta in un luogo deserto, facendoti credere di non averci portato mai nessuna. Un luogo magari mistico, incantato. Isolato, isolato assai. Tu credi sia romantico. Certo. Lui in realtà vuole solo nascondersi e non farsi vedere da nessuno (però pure tu bella mia svegliati un poco).

Insomma sta storia comincia e lui non fa altro che dirti:

“Sì però, leggerezza”.

Nello stesso tempo però: “Io ti voglio bene, ci tengo a te”.

Ci tiene.

Passa il tempo, trascorrete anche dei week end romantici in qualche luogo sperduto. Isolato, isolato assai. (sempre perché non si deve far sgamare, ma tu mica ci ragioni?). E così la storia va. Pensi: “Se passa week end fuori casa con me allora mi vuole bene davvero”.

Sì, certo.

E quindi, a quel punto, cara mia sprovveduta, tu che fai? Te ne innamori, ovviamente, così pensi di dirglielo.

“Sei pazza” ti risponde.

“Ma io…”

“Sei pazza”.

“Ma come? Non eri infelice, dormivi sul divano, vuoi divorziare, non ami più tua moglie, i bambini non li sopporti, cosa darei per stare sempre con te?”

“Sì, pure io sono innamorato di te, ma non possiamo stare insieme. Ti voglio sempre bene. Ma devo stare da solo adesso. Devo pensare a me”.

Vuole stare solo. Solo soletto.

Sì. Ma sì forse ha ragione, il divorzio, la separazione, il divano, il letto, la stanza accanto, la casa di fronte. Ma sì. Forse è meglio così. Ma sì. Deve riflettere su se stesso e stare solo. Solo.

Solo che dopo due settimane scoprirai che sta già con un’altra e lo scopri nello stesso momento in cui posta su facebook una foto sorridente di lui, sua moglie/compagna e i figli.

Ah, la consorte è incinta.

E non aveva mai pensato di divorziare.

E quando trascorrevate i week end insieme le diceva che era fuori per lavoro.

Scema.

È uno stronzo.

Come dimenticarlo?

Con il cuore infranto.


Come dimenticare uno stronzo – Il chattaro

E’ l’uomo della provvidenza: il chattaro. Lo stato depressivo nel quale sei caduta a causa del maledetto intellettuale è acuto. Non ti va di uscire, non ti va di vedere le amiche, non ti va di andare in un locale. Passi giorni e giorni a casa a guardare tv, film d’amore struggenti, ad ascoltare canzoni di amori perduti e di storie strazianti. Insomma stai davvero, ma davvero, sotto terra.

Un’amica però ti dà un’idea. Lei lo fa da tempo e le cose le vanno alla grande. Tu sei un po’ restia e pensi: “Ma no, io queste cose non le faccio, no, no, no. No”. Ma una sera tra un fazzoletto pieno di lacrime e un film frantuma cuore, ci pensi: “Ma sì, Tinder sia”. Tinder è un’applicazione del telefonino che ti apre un mondo incredibile. Insomma è una chat di incontri. In pratica scegli un bellimbusto guardando le sue foto. Se ti piace sposti la foto a destra sennò a sinistra. Se anche l’altro ti sceglie c’è compatibilità e si può andare in chat. Sembra un mercatino. Ma la depressione è acuta. Acuta assai.

Insomma da un giorno all’altro passi le serate a spostare il ditino a destra e sinistra. Cominciano a scriverti a decine. Così che pensi: “Allora non sono poi così sfigatissima?”. E chatti, chatti, chatti, chatti. Poi arriva la sua foto. Bello, ma bello, ma bello. Ditino a destra! E miracolo dei miracoli anche lui ti aveva già scelta.

E così cominciano chat infinite. Il passaggio da Tinder a Facebook è istantaneo quasi. Il bellimbusto a questo punto sbircia tutti i tuoi stati di facebook ovviamente ancora del tutto negativi e tristi per colpa dell’intellettuale. Così l’uomo di Tinder diventa ufficialmente il chattaro del tuo cuore e si inserisce nella tua vita piano piano.  Magari non è subdolo e non lo fa apposta. Cioè più o meno. A volte è subdolo e come. Cioè il bellimbusto è veramente preoccupato della nostra situazione e vorrebbe fare qualcosa. A modo suo però. Così, costantemente, giorno dopo giorno, un “mi piace” dopo un “mi piace” su ogni sciocchezza che pubblicate su Facebook, lui comincia a scriverti e comincia una corrispondenza di amorosi sensi, un amore virtuale di altri tempi. Parole, su parole ad ogni ora del giorno. Il chattaro è un fiume in piena.  Diventa il tuo confidente, il tuo amico, comincia a sapere tutto di te, ti capisce, sa come prenderti. Lui scrive e scrive senza mai fermarsi. Quando hai bisogno di lui c’è sempre.

Ah! E’ amore pensi. Cerchi di convincerti che molte persone sono passate dalla chat al matrimonio. Cioè in realtà è di una tristezza inaudita raccontare ai parenti e agli amici che vi siete conosciuti in chat come due sfigati ma alla fine basta non dirlo e tutto si risolve. “Dove vi siete conosciuti?” vi chiederanno. Basta dire: “In un locale”. Si risolve così. Tranquille, non vi scoprirà nessuno. Cioè sì è triste, ma vabbè. Non ci pensate.

Insomma dicevamo: è amore. Così tra una chat e l’altra decidete di incontrarvi per una cenetta romantica. Sì è il momento! Sì, sì. Compri il vestito nuovo, le scarpe nuove, ti vesti, ti svesti, ti cambi, ti trucchi e ti strucchi e ti ritocchi, ti metti un jeans, una gonna, una camicia, poi ti rimetti il vestito comprato, te lo togli, te lo rimetti, chiami le amiche “che mi metto?”, loro ti mandano in crisi ancora di più, devi essere sexy, no semplice, no sofisticata,  no naturale, gonna, tacchi, pantalone, jeans, camicia. E’ tardi, è tardissimo. Alla fine indossi uno dei jeans più vecchi che hai con la tua magli preferita: “Sì, sì, deve conoscere per quello che sono davvero”.

Vai al ristorante. Atmosfera da sogno. Candele, musica, tutto è perfetto. Sei in anticipo alla fine e lo aspetti seduta al tavolo. Da lontano però c’è un tipo che ti guarda da quando sei entrata. Chi sarà? Mica è lui? Noooooo. Può mai essere? No, no. Cioè mica mi ha vista entrare, non gli sono piaciuta, si è nascosto ed adesso è lì e non sa come uscire e come andare via perché dovrebbe passare proprio davanti al mio tavolo?Nooooo. Lui è dolce, romantico, appassionato, siamo innamorati. Lo so, lo so. Mi ha scritto tante belle cose, mi ha capita davvero. Non può essere lui.

Oddio. Oddio. Sembra lui. Sembra. E’ lui.

Allora ti alzi dalla sedia, nella testa parte “Reality”, colonna sonora di “Il tempo delle mele” (non si sa come, perché e come mai proprio questa canzone, ma va bene così. Ma fossi in te mi farei qualche domandina). Lentamente e con un sorriso a mille denti ti avvicini. La canzone va. Va. Siete sempre più vicini, ma ti accorgi (in una scena tipo a rallenty) che lui ha un volto strano tipo come se stesse per fare qualcosa di inaspettato. Pensi: “Ora mi prende in braccio e mi farà roteare qui davanti a tutte e andremo via come in “Ufficiale e gentiluomo. Sì lo farà”. Ma no. Lui d’improvviso si gira. “Ma che fa?” pensi.

Si volta di nuovo ti guarda e adesso ha il volto convintissimo. Allunga il passo, poi l’altro, poi l’altro, l’altro, l’altro, è sveltissimo, va va va “ma dove vai?!?!?! Chattarooooooooooo”.

All’improvviso lo vedi correre via. A gambe levate.

…..

Catastrofe. Cioè mi ha praticamente appesa al ristorante? Cioè è andato via perché non gli piaccio?

Intorno tutti ti guardano, i camerieri ti guardano e hanno la faccia di quelli che pensano: “poverina”.

“Ma come? Hai distolto l’attenzione dall’intellettuale, hai riempito il vuoto lasciatomi dallo stronzo citazionista, mi hai fatto volare con la mente e ora che fai? Nulla”. Dopo avergli mandato mille messaggi di spiegazioni l’uomo della chat scompare misteriosamente. Chat bloccata, tu bloccata, mail e mail senza riposta. Scompare senza darti nessuna spiegazione.

Però in effetti se poi ci pensi, il chattaro non era neanche così bello come nelle foto, in quel momento eri talmente presa dal coronamento della tua scena romantica che neanche ci avevi fatto caso. Però sì, in effetti sembrava:

più vecchio

e più grasso

e più basso

senza muscoli

senza capelli

con la panza.

Cioè uno basso e grasso mi ha appeso?

Sei ancora più depressa

Ma allora sei proprio stronzo? Come dimenticarlo?

Con lo pseudo divorziato.

Ve ne parlerò a breve.